Genitorialità e lavoro crescono insieme: tre tappe tra Milano, Cherasco e Torino per trasformare le competenze genitoriali in valore strategico per le aziende.
Spesso, quando si parla di conciliazione vita-lavoro, si dà per scontato che lavoro e famiglia siano due mondi separati, destinati a competere per guadagnare terreno l’uno sull’altro. Due opposti, uno l’ostacolo dell’altra.
Ma se fosse possibile guardarli come dimensioni che si alimentano reciprocamente? Se il lavoro potesse sostenere, valorizzare e prendersi cura, diventando un alleato della genitorialità, mentre le competenze sviluppate nella cura dei figli arricchiscono la sfera professionale?
A settembre, la partecipazione di La Luna del Grano a tre importanti eventi ha scandito le tappe di un viaggio di consapevolezza, fatto di incontri, competenze e riflessioni. Un percorso che si è rivelato prezioso per comprendere meglio come trasformare la genitorialità in una risorsa concreta per persone, famiglie e organizzazioni.
Nidi Fioriti: la genitorialità come acceleratore di competenze
Non un freno alla carriera o una pausa da nascondere, ma un’esperienza che allena un patrimonio di abilità chiave: multitasking, leadership empatica, gestione emotiva, capacità organizzativa. Se la genitorialità viene riconosciuta anche nel suo valore professionale, ecco che questa si può trasformare in un incredibile acceleratore di competenze trasversali, utili a persone e organizzazioni.
Il 21 settembre, al Festival Nidi Fioriti di Milano, durante il talk “Mater certa, ma il lavoro?” — moderato da Elisabetta Pesenti, COO di La Luna del Grano, con Altea Selva e Taryn Di Ventura — il tema è stato affrontato proprio in quest’ottica: la maternità e la paternità sono esperienze capaci di generare valore, dentro e fuori l’azienda.
Riconoscere queste soft skill ha un valore enorme, a livello individuale e di sistema. Significa scardinare decenni di immaginario distorto, legittimare le madri a sentirsi professioniste competenti e i padri a poter vivere appieno la propria dimensione familiare. Rafforzando, al contempo, una cultura aziendale che riconosce la cura come leva di crescita e innovazione.

Rete Mamma: armonia familiare e parità di genere
Il 28 settembre a Cherasco (CN), il focus si è spostato sulla dimensione relazionale e culturale. All’evento Rete Mamma – Genitorialità Consapevole, Elisabetta Pesenti ha contribuito con il talk “Genitori, carriera e work-life balance: l’armonia attraverso il patto familiare”, invitando a ripensare il rapporto tra vita e lavoro.
Secondo il rapporto Le Equilibriste 2025 di Save the Children, una madre su cinque lascia il lavoro dopo il primo figlio, e la percentuale cresce con l’aumentare dei figli. Per contrastare il dato allarmante, non basta che le aziende riconoscano le competenze acquisite nella genitorialità: serve che la famiglia nasca su basi valoriali condivise, capaci di promuovere una reale armonia di ruoli e responsabilità.
In quest’ottica, la proposta è di superare la logica statica dell’equilibrio per abbracciare quella dell’armonia dinamica: un processo fatto di aggiustamenti, ascolto e responsabilità condivisa.
Si tratta di un approccio confortante, che favorisce una co-genitorialità reale, in cui madri e padri trovano legittimazione reciproca nei propri ruoli, contribuendo nei fatti alla riduzione del gender gap e a una maggiore sostenibilità del lavoro di cura.
Anche in questo caso, le aziende possono e devono avere un ruolo attivo: non solo offrendo strumenti di conciliazione, ma promuovendo una cultura organizzativa del benessere.
Torino Social Impact: strumenti concreti per le aziende
Le politiche aziendali, tuttavia, diventano efficaci solo se accompagnate da cultura e consapevolezza. Così, in un percorso verso l’azione concreta, la partecipazione di La Luna del Grano al Torino Social Impact del 30 settembre ha creato il contesto ideale per condividere con le aziende strumenti pratici di welfare.
Oltre a La Luna del Grano, erano presenti realtà come Cooperativa Animazione Valdocco e Atelier Riforma, validi esempi di come il welfare aziendale e la gestione della genitorialità possano tradursi in pratiche efficaci e sostenibili.
In un laboratorio esperienziale, Elisabetta Pesenti ha fornito strategie concrete di conciliazione vita-lavoro, invitato i partecipanti a leggere la diversità di identità professionali e personali come leva per scelte organizzative più efficaci.

Genitorialità e lavoro: una mappa per crescere insieme
Il viaggio tra Milano, Cherasco e Torino restituisce, a occhi attenti, una mappa chiara: la genitorialità è un processo dinamico di crescita personale e collettiva, ma richiede il sostegno e l’impegno coordinato di tutti i livelli del sistema.
Individuale, per riconoscere e legittimare le competenze maturate nella cura, traducendole in strumenti di leadership e crescita personale. Familiare, per costruire armonia e corresponsabilità tra i genitori, superando modelli di ruolo rigidi e anacronistici. Organizzativo e sociale, mirato a sostenere questo processo con politiche di welfare, cultura aziendale inclusiva e percorsi di valorizzazione delle identità.
In ciascuna dimensione, le aziende hanno un ruolo decisivo. Non soltanto per ragioni etiche, ma per strategia: perché un ambiente che riconosce la cura come valore costruisce performance più solide, maggiore fidelizzazione e un benessere collettivo duraturo.

