Congedi parentali, cosa succede quando li usano anche gli uomini

Congedi parentali

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Gli importanti (e spesso sottovalutati) effetti dei congedi parentali maschili su organizzazione, carriere, parità e cultura del lavoro: Sonia Zappitelli intervista Nadia Marazzita di PH Facility.

Negli ultimi anni la parità di genere è diventata un tema centrale nel dibattito aziendale. Policy, certificazioni e dichiarazioni di intenti testimoniano una crescente attenzione, rafforzata anche da un quadro normativo che ha ampliato gli strumenti di conciliazione tra lavoro e vita privata. La nuova legge di bilancio ha infatti esteso la possibilità di fruire dei congedi parentali fino ai 14 anni del bambino e ha aumentato i giorni di permesso per malattia dei figli da 5 a 10 all’anno. Misure che vanno nella direzione di un maggiore riconoscimento del lavoro di cura e che offrono alle famiglie più margine di manovra.

Allo stesso tempo, i numeri mostrano quanto il passaggio dalle norme alla pratica resti una sfida aperta. L’impatto della genitorialità continua a manifestarsi in modo asimmetrico: dati INPS evidenziano, ad esempio, che una quota molto bassa di padri usufruisce del congedo parentale, evidenziando un problema strutturale nella distribuzione del lavoro di cura tra uomini e donne. Allo stesso tempo, i report sull’occupazione in Italia mostrano che, dopo la nascita di un figlio, sono soprattutto le madri a incontrare maggiori difficoltà nel mantenere una presenza continuativa nel mercato del lavoro. Segno che la disponibilità di strumenti, da sola, non basta a produrre un riequilibrio automatico dei carichi di cura.

È in questo spazio — tra strumenti disponibili e uso reale — che la parità di genere può trasformarsi da principio dichiarato a pratica concreta. Ed è proprio in questo spazio che si colloca l’esperienza di PH Facility, un’azienda che ha scelto di interrogarsi su come le policy vengono vissute e utilizzate nella quotidianità del lavoro.

I congedi parentali maschili come leva strategica per la parità

Nel cammino verso una reale parità di genere, la genitorialità maschile non può restare ai margini come tema accessorio, ma deve diventare uno snodo centrale e imprescindibile. 

«Se la genitorialità resta un tema prevalentemente femminile, anche le politiche di parità rischiano di produrre effetti limitati. Per noi, lavorare sulla genitorialità maschile è diventato quindi una leva strategica nel momento in cui abbiamo compreso che senza il coinvolgimento attivo dei padri non può esserci un vero riequilibrio» racconta Nadia Marazzita, Responsabile dell’Ufficio Amministrazione del Personale di PH Facility a Sonia Zappitelli, Founder di La Luna del Grano. 

«Non si trattava di aggiungere diritti, ma di scardinare un ostacolo culturale, veicolando il messaggio che prendersi cura dei figli o di un familiare non è un’eccezione, né un favore concesso, ma una parte legittima della vita lavorativa».

Perché quando questo messaggio passa davvero, tutto inizia a cambiare: il percepito, i comportamenti, le aspettative, il modo in cui l’organizzazione guarda al lavoro di tutti i genitori, uomini e donne.

Dai principi ai comportamenti: il valore del monitoraggio

L’azienda ha scelto di partire dai dati, costruendo a partire dal 2022 un sistema di monitoraggio per osservare l’evoluzione dei comportamenti legati all’uso di congedi parentali e permessi familiari, distinguendo tra lavoratrici e lavoratori e tra diverse tipologie di cura.

«Analizzare i dati è stato un atto di onestà, prima di tutto verso noi stessi. Volevamo capire se le misure che avevamo messo in campo stavano producendo un cambiamento reale nei comportamenti, oppure se restavano sulla carta» afferma Nadia Marazzita.

A questi dati si sono affiancate analisi sulle differenze retributive e strumenti di ascolto interno, come questionari anonimi sulla percezione del tema della parità di genere in azienda.

«Il monitoraggio ci ha permesso di uscire dalla percezione soggettiva e di confrontarci con una fotografia molto concreta di come la cura veniva gestita dentro l’azienda. I numeri, in questo senso, sono stati una bussola. Ci hanno aiutato a vedere dove il cambiamento stava iniziando e dove, invece, esistevano ancora resistenze culturali o barriere implicite».

A partire dal 2022, PH Facility ha costruito una fotografia molto precisa dell’uso dei congedi e dei permessi familiari, analizzando tutte le ore di assenza per motivi di cura – figli e familiari fragili – distinguendo tra donne e uomini.

I numeri raccontano un cambiamento netto.

Nel 2022, circa tre quarti delle ore di cura erano utilizzate da donne e solo un quarto da uomini.
Nel 2023, la distanza si riduce: 60% donne, 40% uomini.
Nel 2024 accade qualcosa di particolarmente significativo: gli uomini superano le donne, utilizzando poco più del 52% delle ore di congedi familiari.
Nel 2025, il dato si assesta su un equilibrio quasi perfetto: 53% donne e 47% uomini.

In tre anni, gli uomini più che raddoppiano il loro peso nell’uso dei congedi e dei permessi familiari. In un anno diventano persino maggioritari. Un segnale forte, che parla di cultura organizzativa prima ancora che di numeri.

La cura come responsabilità condivisa

Nel tempo, i dati hanno mostrato uno spostamento significativo: una crescita costante dell’utilizzo dei congedi familiari da parte degli uomini, un riequilibrio progressivo del carico di cura, una normalizzazione dell’assenza maschile per motivi familiari. 

«Per noi questo dato è soprattutto un segnale culturale. L’aumento dell’utilizzo dei congedi parentali da parte degli uomini non riguarda solo le ore, ma il significato che la cura assume dentro l’organizzazione: una responsabilità condivisa, non più un’eccezione», spiegano dall’azienda.

Osservare questo cambiamento nel tempo ha permesso di intervenire in modo mirato: sulla formazione dei responsabili e dei capi cantiere, sulla comunicazione interna, sul modo in cui i diritti venivano raccontati e resi concretamente praticabili nella quotidianità del lavoro.

In questo percorso, in particolare, il ruolo dei responsabili diretti si è rivelato decisivo. Quando i dipendenti si rendono conto che una richiesta di congedo viene accolta senza giudizio e senza bisogno di spiegazioni, si sentono legittimati a utilizzarla. È così che, nello spazio di normalità che si crea, l’uso dei congedi parentali entra stabilmente nella vita lavorativa e produce un cambiamento di mentalità capace di coinvolgere l’intera organizzazione.

L’impatto positivo sul lavoro delle donne

Quando la cura viene condivisa, cambiano anche le condizioni di lavoro. Una parte del carico che storicamente gravava sulle donne viene redistribuita, con effetti diretti sulla continuità lavorativa e sulle opportunità di crescita.

«Il riequilibrio della cura ha permesso alle lavoratrici una maggiore presenza continuativa e una partecipazione più ampia ai percorsi di sviluppo professionale», spiegano dall’azienda.

In questo contesto si inseriscono anche iniziative di formazione, progetti di inserimento e crescita femminile, una maggiore partecipazione delle donne agli spazi di rappresentanza e confronto. La parità, in questo senso, viene costruita a favore di un equilibrio più sostenibile per tutti.

Da tre anni, inoltre, PH Facility supporta i progetti de La Luna del Grano sui temi della genitorialità e della parità di genere, riconoscendone il valore culturale e condividendone la direzione. Un sostegno che esprime una visione comune del lavoro come spazio in cui responsabilità professionali e vita familiare possono coesistere, e che sul territorio ha trovato un riconoscimento reciproco. 

Oltre il singolo caso: una possibilità concreta per le aziende

L’esperienza di PH Facility mostra che la parità di genere si costruisce creando le condizioni perché anche gli uomini possano assumere un ruolo attivo nella cura. Non servono interventi straordinari, ma scelte intenzionali, continuità e la disponibilità a recepire ciò che accade.

Il punto di partenza, secondo l’azienda, è aprirsi all’osservazione. «A chi volesse intraprendere un percorso simile diremmo di partire dall’ascolto e dai dati: capire come vengono utilizzati oggi gli strumenti, da chi e con quali differenze. È così che, passo dopo passo, anche in contesti complessi il tema della genitorialità può diventare parte naturale dell’organizzazione del lavoro».

È un messaggio prezioso per tutte le organizzazioni che vedono ancora una distanza tra le policy e la pratica quotidiana, e scelgono consapevolmente di colmarla.

Scopri come promuovere anche nella tua azienda l’uso dei congedi parentali maschili e una cultura della genitorialità condivisa.

Articolo a cura di

Sonia Zappitelli

CEO e Founder

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