Conversazione con Immacolata Iandoli, Ingegnera Elettronica (iscritta all’albo) e in Hitachi Rail Sts Spa è oggi Head of RAMS Italy/Head of RAMS WOBS – Wayside* e Founder dell’Employee Resource Group SHE di Hitachi Rail Sts Spa.
C’è un cambiamento che nasce dalle strategie aziendali , che parte dalla Governance, e uno che prende forma dalle persone. Il secondo è spesso più silenzioso, ma non per questo meno potente.
È la storia di SHE (Sisters, raise our Heads for Empowerment!), l’Employee Resource Group nato in Hitachi Rail STS Spa e dalla volontà di alcune dipendenti e alcuni dipendenti di creare uno spazio di confronto sui temi della parità di genere, dell’inclusione e dell’empowerment. In poco più di due anni, questa iniziativa volontaria è diventata una comunità di oltre 300 persone distribuite in tutta Italia.
Ne parliamo con Immacolata Iandoli, ingegnera, promotrice e founder del gruppo SHE.
► Che cos’è un Employee Resource Group?
Un Employee Resource Group, o ERG, è una comunità di persone che scelgono volontariamente di unirsi attorno a un tema o a una causa legata alla Diversity, Equity & Inclusion.
La caratteristica più importante è che non nasce come progetto imposto dall’alto. Sono le persone a decidere di dedicare tempo, energie e competenze per promuovere un cambiamento culturale all’interno dell’organizzazione.
SHE è nato proprio così: da una conversazione tra colleghi e colleghe che sentivano il bisogno di creare uno spazio di confronto sui temi dell’inclusione e dell’empowerment femminile.
► Come è nata l’idea?
Lavoro in un contesto tecnico e, come molte altre persone, mi sono spesso interrogata su quanto alcune dinamiche legate al genere fossero realmente presenti nelle organizzazioni.
Parlando con colleghe e colleghi è emersa una convinzione comune: serviva uno spazio dove confrontarsi, fare cultura e affrontare temi che spesso rimangono sullo sfondo.
Da qui è nata l’idea di creare un gruppo che potesse essere un punto di riferimento per chi desiderava contribuire a costruire un ambiente di lavoro più inclusivo ma avevamo bisogno di un format che fosse adeguato all’azienda, per questo quando ci è stata raccontata la possibilità di creare degli Employee Resource Group ne abbiamo approfittato subito
► Oggi SHE conta oltre 300 persone. Vi aspettavate una crescita così rapida?
Onestamente no.
Quando siamo partite eravamo in cinque, nei primi due mesi abbiamo raccolto meno di cinquanta persone. Oggi siamo circa trecento e siamo presenti in tutte le sedi italiane dell’azienda.
Questo dimostra che esisteva un bisogno reale di confronto e partecipazione.
Per gestire la crescita ci siamo organizzati in comitati che si occupano di eventi, comunicazione, logistica e coinvolgimento della community tramite organizzazione delle Assemblee. Tutto continua a essere basato sul volontariato e sulla partecipazione spontanea.
► Quali attività portate avanti?
Organizziamo incontri periodici, momenti di networking, attività di sensibilizzazione e occasioni di confronto con esperti ed esperte provenienti da ambiti diversi.
Abbiamo affrontato temi come l’empowerment femminile, la disabilità, la genitorialità, la salute mentale, i bias inconsapevoli e la leadership inclusiva.
Tra gli ospiti abbiamo avuto persone capaci di portare esperienze concrete e punti di vista differenti, perché crediamo che il cambiamento culturale passi soprattutto dall’ascolto e dalla contaminazione delle idee.
► In che modo un ERG può contribuire a contrastare molestie e violenza di genere?
La risposta è semplice: attraverso la cultura.
Le molestie e la violenza non nascono all’improvviso. Sono spesso il risultato di stereotipi, pregiudizi e comportamenti che vengono normalizzati nel tempo.
Per questo è fondamentale creare occasioni di dialogo e consapevolezza.
Uno degli incontri che ci ha colpito maggiormente è stato quello con un centro antiviolenza del territorio. Ascoltare testimonianze reali ha aiutato molte persone a comprendere che esistono strumenti di supporto e che chiedere aiuto non significa necessariamente intraprendere un percorso giudiziario.
Parlare di questi temi in azienda significa contribuire a costruire una cultura del rispetto e della prevenzione.
► SHE si rivolge esclusivamente alle donne?
No, e questo è un aspetto a cui teniamo molto.
► Oggi SHE conta circa 300 membri, di cui circa il 70% si identifica nel genere femminile e il 30% è composto da uomini alleati.
L’empowerment femminile non è una questione che riguarda soltanto le donne. Riguarda la qualità delle relazioni, il benessere delle organizzazioni e la capacità di costruire ambienti di lavoro più equi per tutti.
Il coinvolgimento degli alleati è fondamentale perché il cambiamento culturale può avvenire solo se coinvolge l’intera comunità.
► Quali risultati avete osservato in questi anni?
Uno degli aspetti più interessanti riguarda il monitoraggio dei dati. In collaborazione con le Risorse Umane del gruppo Hitachi Rail STS Spa analizziamo periodicamente alcuni indicatori che ci aiutano a comprendere l’evoluzione dell’organizzazione.
Questo lavoro di monitoraggio è diventato ancora più importante nel contesto del percorso aziendale legato alla UNI/PdR 125, che richiede non solo la misurazione dei dati ma anche la capacità di promuovere iniziative concrete di sensibilizzazione e coinvolgimento delle persone. In questo senso SHE rappresenta un osservatorio privilegiato e un motore culturale che affianca il lavoro dell’organizzazione sui temi della parità di genere.
Negli ultimi anni è aumentata la presenza femminile in azienda e sono cresciuti anche il numero di donne manager e dirigenti.
Naturalmente sarebbe semplicistico attribuire questi risultati esclusivamente a SHE, ma sono segnali incoraggianti che raccontano una direzione positiva.
Il risultato più importante, però, è probabilmente un altro: oggi si parla apertamente di temi che fino a pochi anni fa venivano affrontati molto meno. Questo significa che qualcosa si sta muovendo.
► Qual è il valore aggiunto di un’iniziativa nata dal basso?
L’autenticità.
Quando un progetto nasce dalle persone viene percepito come qualcosa di vero, non come un’attività di facciata.
Molte delle attività vengono organizzate nel tempo libero, perché chi partecipa crede profondamente nel valore dell’iniziativa.
Questo genera coinvolgimento, curiosità e partecipazione.
In questi anni abbiamo visto nascere relazioni professionali, amicizie e reti di supporto che vanno ben oltre gli obiettivi iniziali del progetto.
► Anche il logo di SHE racconta una storia. Quale?
Sì, e per noi ha un significato molto importante.
Il logo è un triangolo composto da tre colori e si ispira ai simboli utilizzati dai movimenti femministi degli anni Settanta.
Non è una scelta estetica casuale. Rappresenta i tre pilastri su cui si fonda SHE: creare una rete tra le donne dell’organizzazione (sisters), supportare il business attraverso una cultura più inclusiva (raise our heads) e promuovere l’empowerment personale (for empowerment).
È un modo per ricordare che il cambiamento non nasce mai dal nulla, ma si costruisce raccogliendo esperienze, conquiste e consapevolezze che arrivano da lontano.
► Guardando al futuro, quale sogno avete per SHE?
Continuare a crescere e ad ampliare il nostro impatto.
Vorremmo coinvolgere sempre più persone, collaborare con il territorio, dialogare con le scuole, soprattutto per fornire role model femminili diversi da quelli di massa, e contribuire alla diffusione di una nuova cultura dell’inclusione e del rispetto.
Crediamo che le aziende possano essere luoghi straordinari di trasformazione sociale e che ciascuno possa fare la propria parte.
Quest’estate chiudo i miei due anni nel ruolo di ERG lead, lasciando la leadership ad una nuova sister e questo è un altro messaggio importante a mio avviso: la leadership di SHE ruoterà continuamente da nostro statuto, con una cadenza di circa 18-24 mesi, per evidenziare che la leadership non è semplicemente un esercizio di potere ma cura del futuro, e il futuro si cura solo se si riescono ad aprire porte per quell* che vengono dopo.
► Quale messaggio vorresti lasciare ai lettori del Blog di La Luna del Grano?
Che il cambiamento non appartiene soltanto alle organizzazioni.
Appartiene alle persone.
Ogni volta che qualcuno sceglie di ascoltare, di mettersi in discussione, di creare uno spazio di confronto o di sostenere un’altra persona, sta contribuendo a costruire un ambiente più inclusivo.
Gli Employee Resource Group sono la dimostrazione concreta che la cultura può essere generata dal basso e che, quando le persone si uniscono attorno a valori condivisi, possono diventare un motore potente di cambiamento. E’ anche un’idea rivoluzionaria perché implementa “il volontariato in azienda” che di per se sembra un paradosso, ma profondamente non lo è perché affonda sempre le sue radici nella cura degli spazi che abitiamo.
È così che nascono le comunità. Ed è così che nascono le trasformazioni che durano nel tempo.
Box di approfondimento
Che cos’è un ERG?
Gli Employee Resource Group sono comunità volontarie di dipendenti che si riuniscono attorno a temi legati a diversità, inclusione, benessere e appartenenza. Diffusi da anni nelle grandi organizzazioni internazionali, rappresentano uno strumento prezioso per promuovere cultura, ascolto e partecipazione, affiancando le politiche aziendali con iniziative nate direttamente dalle persone.
I numeri di SHE
- Oltre 300 membri in tutta Italia
- Presenza in tutte le principali sedi aziendali
- Decine di eventi e assemblee realizzati
- Collaborazioni con associazioni, artisti, centri antiviolenza ed esperti
- Una comunità composta per circa il 30% da uomini alleati e per il restante da donne e persone che si riconoscono nella missione del gruppo.
A luglio 2026, al termine del mandato di Immacolata Iandoli, la guida di SHE è passata a Yousra J’dii, che ha raccolto il testimone come nuova ERG Lead. Un passaggio previsto dallo statuto del gruppo e perfettamente in linea con la filosofia di SHE: una leadership che si rinnova periodicamente per valorizzare nuove energie, favorire la crescita delle persone e garantire continuità a una comunità che continua a evolversi.
Cosa fa l’Head of RAMS Italy (e RAMS WOBS – Wayside) ?
Guida le attività che garantiscono la sicurezza delle tecnologie ferroviarie, sia per i progetti sviluppati in Italia sia per i sistemi di terra (segnalamento, impianti di linea e stazioni) destinati a mercati internazionali. Coordina team di specialisti e manager che supportano i progetti lungo tutto il loro ciclo di vita, collaborando con ingegneria, qualità e clienti per assicurare che le soluzioni adottate rispondano ai più elevati standard di sicurezza, prestazione e qualità.
Questa funzione contribuisce concretamente a rendere il trasporto ferroviario più sicuro, affidabile e sostenibile per milioni di passeggeri ogni giorno.












