Violenza di genere e lavoro: creare sicurezza e cultura in azienda

Violenza di genere e lavoro: creare sicurezza e cultura in azienda

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25 novembre, Giornata mondiale contro la violenza sulle donne. La prevenzione sulla violenza di genere passa anche dalle aziende: equità, ascolto e cultura della cura.

In Italia, la violenza contro le donne resta una ferita aperta. Nonostante anni di campagne, leggi e iniziative di sensibilizzazione, il fenomeno continua a essere un’emergenza strutturale, che attraversa generazioni e contesti sociali.

Secondo i dati del Ministero dell’Interno (2024)una donna su tre nel nostro Paese ha subito una qualche forma di violenza nel corso della vita, e quasi la metà dei femminicidi è avvenuta tra le mura domestiche. Nello stesso anno, le chiamate al numero antiviolenza 1522 sono aumentate del 57%, segno che sempre più donne trovano il coraggio di chiedere aiuto, ma anche che la violenza resta diffusa e persistente.

La violenza di genere, inoltre, non si manifesta solo nei gesti estremi. Può assumere forme emotive, psicologiche, economiche. Spesso nasce nei silenzi, nei condizionamenti culturali, nelle disuguaglianze che si consolidano senza rumore. Cresce negli stereotipi e nell’indifferenza, in quella “cecità sociale” che ancora fatica a riconoscere l’elefante nella stanza, limitando, di fatto, le opportunità, l’autonomia e la sicurezza delle donne.

Non è un problema privato. Ogni forma di violenza produce effetti che si estendono alla famiglia, alla comunità, ai luoghi di lavoro: genera stress, assenze, perdita di produttività e fiducia. Per questo, la prevenzione non può limitarsi alla sfera individuale: deve diventare un impegno collettivo, condiviso da istituzioni, imprese e società civile.

Intercettare la violenza di genere: il ruolo delle aziende

Intercettare la violenza di genere: il ruolo delle aziende

La violenza di genere non si consuma solo tra le pareti domestiche. Può insinuarsi anche nei luoghi di lavoro — attraverso molestie, discriminazioni, pressioni psicologiche o abusi di potere, che spesso restano invisibili.

Secondo l’indagine Istat “Molestie e ricatti sul lavoro”, il 13,5% delle donne tra 15 e 70 anni ha subito nel corso della vita molestie a sfondo sessuale sul luogo di lavoro; tra le giovani di 15-24 anni la percentuale sale al 21,2%.

Ma la violenza di genere può assumere anche forme più sottili: isolamentosvalutazione professionaleesclusione dai processi decisionali o perdita di opportunità dopo la maternità. Segnali che spesso restano invisibili, ma che incidono profondamente sul benessere e sulla libertà delle persone.

È qui che le aziende possono fare la differenza. I luoghi di lavoro, per la loro natura collettiva, sono spesso contesti in cui emergono segnali di disagio, paura o vulnerabilità. Un ascolto attento può diventare una rete di protezione preventiva, in grado di cogliere i primi segnali e orientare le persone verso i servizi di aiuto e supporto.

In questo senso, l’azienda è sì un contesto produttivo, ma è anche una potenziale cassa di risonanza sociale: un ambiente in cui la consapevolezza si moltiplica, influenzando la cultura organizzativa e arrivando a toccare anche la sfera privata. Quando un’organizzazione sceglie di promuovere rispetto, parità e dialogo, diventa un amplificatore di cambiamento che va ben oltre l’orario di lavoro.

Prevenzione della violenza sulle donne

Prevenzione della violenza sulle donne: verso un cambiamento culturale (non solo il 25 Novembre)

Come luoghi di vita quotidiana oltre che di lavoro, le aziende possono quindi fare molto per costruire le condizioni necessarie affinché la violenza di genere non attecchisca.

Promuovere percorsi di sensibilizzazione, mentoring e leadership inclusiva, introdurre policy chiare contro discriminazioni e molestie, valorizzare la parità salariale e la trasparenza: sono azioni che riducono le disuguaglianze e rafforzano la cultura del rispetto.

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La Cura: cultura, formazione e responsabilità

La violenza di genere si contrasta con la prevenzione, e la prevenzione comincia dall’attenzione verso le persone.

Con il programma “La Cura”, La Luna del Grano accompagna le donne nel rientro al lavoro dopo la maternità.

«La missione di La Luna del Grano è proteggere le donne in tutte le fasi di fragilità e transizione, come la maternità, per prevenire e contrastare ogni forma di violenza: emotiva, economica e psicologica» afferma Sonia Zappitellifounder e CEO di La Luna del Grano. «È per questo che abbiamo creato La Cura: già il nome racconta la nostra intenzione, perché racchiude un approccio fatto di attenzione, accompagnamento e responsabilità. Un percorso in cinque step che sostiene le donne nel rientro al lavoro, aiutandole a ritrovare autonomia e libertà di scelta. La violenza ha molte forme, e noi abbiamo scelto di intervenire proprio lì, dove indipendenza e dignità possono essere ricostruite».

Quando le aziende sostengono questo cammino, diventano spazi di protezione e cambiamento: luoghi in cui il lavoro è anche responsabilità sociale.

«Crediamo che le aziende possano essere una vera “cassa di risonanza”: luoghi in cui la collettività diventa strumento di consapevolezza e sensibilizzazione. È anche così che si argina la violenza».

Scopri il programma “La Cura” di La Luna del Grano

25 novembre: costruire insieme una cultura del rispetto

Il 25 novembre si celebra la Giornata mondiale per l’eliminazione della violenza contro le donne: una ricorrenza per ricordare che la tutela della dignità non è opzionale, è il presupposto di ogni comunità sana.

Con il suo impegno, La Luna del Grano sostiene una visione in cui le organizzazioni diventano contesti in cui la cura delle persone è parte integrante della strategia.

È tempo di creare consapevolezza, e di trasformarla in azione: informarsi, partecipare, attivarsi, agire contro ogni forma di violenza, in azienda e nella comunità.

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Articolo a cura di

Valentina Tibaldi

con intervista a Sonia Zappitelli di Novembre 2025

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