La Gazzetta d’Alba racconta il nostro modello di genitorialità e lavoro inclusivo

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La Gazzetta d’Alba ha dedicato un articolo al nostro progetto e al lavoro che portiamo avanti per trasformare la genitorialità da ostacolo professionale a risorsa aziendale. La pubblicazione è stata inserita nella sezione Primo Piano, a firma della redazione.

L’articolo della Gazzetta d’Alba

La testata locale apre raccontando il significato del nostro nome, che richiama la luna piena di agosto, simbolo di abbondanza e fertilità. L’articolo approfondisce la nostra storia, nata dall’esperienza diretta di Sonia Zappitelli ed Elisabetta Pesenti come ex manager che hanno vissuto le difficoltà del rientro al lavoro dopo la maternità.

La Gazzetta d’Alba dedica ampio spazio alla descrizione dei nostri servizi, dalla piattaforma dedicata al rientro al lavoro ai percorsi modulari come La semina, La cura, Il raccolto e Il tempo della luna. Viene spiegato come accompagniamo le aziende verso la Certificazione UNI/PdR 125 sulla parità di genere.

I temi trattati

L’articolo racconta la nostra partecipazione a Rete Mamma di Cherasco e alla Comunità di pratica Parità di Genere di Torino Social Impact. La Gazzetta d’Alba riporta i dati del rapporto Le Equilibriste 2025 di Save the Children: una madre su cinque lascia il lavoro dopo il primo figlio.

Viene approfondito il concetto di armonia proposto da Elisabetta Pesenti durante il talk a Cherasco, che supera l’idea rigida di equilibrio vita-lavoro. La testata sottolinea l’importanza del laboratorio esperienziale tenuto a Torino, dove abbiamo fornito strumenti pratici alle aziende per integrare politiche di conciliazione nelle loro strategie.

Il riconoscimento del territorio

La Gazzetta d’Alba evidenzia come la nostra partecipazione a Torino Social Impact rappresenti un riconoscimento significativo, citando le parole di Sonia: “Essere selezionate accanto a realtà come la cooperativa Animazione Valdocco e Atelier riforma è per noi motivo di grande orgoglio.”

L’articolo si chiude con la nostra visione: “L’Italia non è ancora un Paese per genitori, ma lo diventerà. Le aziende hanno un ruolo chiave in questo processo.”

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